Divertimento, Folklore, Nonni

El s-cianco

Ogni volta che a tavola capita di affrontare l’argomento giochi di un tempo, emerge sempre il nome dello S-cianco. A mia madre si illuminano gli occhi: qusando l’ho sentito per la prima volta mi sono fatta spiegare cosa fosse. È emerso che è un gioco apparentemente facile, ma che in fondo, nella pratica, non lo è poi così tanto. Il fatto divertente però è che dà la possibilità alle cerchie di amici di sfidarsi, dando vita anche a una sana competizione. Fa parte della tradizione tipicamente veronese, tant’è che si fanno spesso campionati o dimostrazioni (vedi Tocatì, il festival nazionale dei giochi di strada che si tiene annualmente a Verona).

tocatì ferro

Foto di Barbara Rigon

arche scaligere tocatì verona

Foto di Stefano Rossin

Preparazione: occorrono due legni (oppure un sasso abbastanza grande e un legnetto) da disporre a croce. Uno dei due legni, lo s-cianco appunto, deve avere una doppia punta e deve puntare verso l’alto. Serve anche un bastone.

Svolgimento: prima di iniziare la sfida si stabilisce il numero di lanci da effettuare. Dopo di che si può proseguire iniziando la vera e propria sfida, cercando di centrare l’obiettivo: tirare il più lontano possibile lo s-cianco. Ora arriva il “difficile”: per lanciarlo bisogna colpirne la punta con il bastone. In questo modo lo s-cianco prenderà un po’ quota e inizierà a ruotare vorticosamente. La difficoltà sta nel riuscire a colpirlo di nuovo, lateralmente, per scagliarlo lontano. Servono, quindi, velocità, tempismo e potenza. E adesso? Bambini: abbandonate la Playstation e correte dai vostri nonni o dai genitori per sfidarli a giocare a S-cianco! Il divertimento è assicurato!

 

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