Cucina veronese

I tortellini di Valeggio: tra ricetta e leggenda

Il piatto…

tortellini valeggio sul mincioViaggiatori erranti se passate in queste zone vi consiglio i Tortellini di Valeggio, un piatto entrato ormai a far parte di diritto nella tradizione veronese. Ottimi sia in un contesto invernale, quindi serviti in brodo di carne, oppure in uno più estivo, con burro fuso e salvia. Per prepararli occorre un po’ di manualità, ma non è poi così difficile!     Ingredienti per 3 persone: 350 g. di farina 100 g. di carne di maiale 100 g di carne di manzo 100 g di carne di pollo 50 g di parmigiano 50 g di prosciutto crudo 25 g. di pane grattato 2 uova 1 cucchiaio di olio extravergine d‘oliva 1/2 cipolla acqua, sale, pepe q.b. rosmarino noce moscata Preparazione del ripieno: Unite in una pentola le carni di maiale, manzo e pollo precedentemente tagliate a pezzettini, con l’olio, il sale, il pepe, il rosmarino, la noce moscata e la cipolla tritata. Fate cuocere, magari aggiungendoci una spruzzatina di vino Bardolino doc, poi lasciate raffreddare. Frullate il tutto insieme al parmigiano, al prosciutto crudo, al tuorlo d’uovo e al pan grattato. Formate una palla con l’impasto così ottenuto e lasciatela riposare in frigorifero. Nel frattempo dedicatevi al secondo passaggio. tortellini valeggioPreparazione della pasta: Occorre lavorare la farina, le uova e mezzo bicchiere d’acqua, aggiungendoci ovviamente un pizzico di sale. Tiratela, ma attenzione: il segreto dei tortellini di Valeggio è proprio la sfoglia sottilissima, quindi… dasìghe dentro col matarèl! (=dateci dentro col matterello!). A questo punto ritagliate dei quadratini di lato circa 5 cm. Terminata quest’operazione prendete dei pizzichi di ripieno e poneteli nel mezzo. Ora chiudete il tortellino, seguendo una delle due diagonali e stando bene attenti a far aderire la pasta sui lati. Prendete gli angoli laterali del triangolo formato e uniteli, lasciando uno spazio nel mezzo. Riponete poi il tortellino da voi creato su una tovaglia o comunque un supporto, così da farli areare e lasciatelo riposare finché la pasta non sarà asciutta. Cuoceteli nel brodo e poi serviteli o nello stesso brodo di carne oppure con burro fuso e salvia. Complimenti, siete riusciti a cucinare i famosi tortellini di Valeggio!

…e la leggenda

Ma vi siete chiesti da dove sono nati? C’è una leggenda attorno a questo piatto, che io stessa non conoscevo. La condivido con voi:

tortellini valeggioLe truppe di Giangaleazzo Visconti erano accampate lungo le rive del Mincio. Per intrattenerle, venne assoldato un buffone di corte, che iniziò a raccontare di come le acque del fiume fossero abitate da bellissime ninfe danzanti. Un sortilegio, però, le aveva colpite e trasformate in terribili streghe. Tra i soldati, uno rimase particolarmente colpito dal racconto: si trattava del capitano Malco. Proprio in quella notte, egli venne svegliato dal rumore dei balli delle ninfe-streghe e decise di seguirne una. Durante la corsa, lei perse il suo mantello, rivelandosi per quella bellissima creatura che era e facendo innamorare Malco. Anche lei ricambiò immediatamente i sentimenti del capitano, ma doveva tornare nelle acque del fiume prima dell’alba, perciò decise di lasciargli, come pegno del suo amore, un fazzoletto annodato. Il giorno seguente, durante un ricevimento, una giovane fanciulla di nome Silvia, catturò l’attenzione di Malco: egli aveva capito che si trattava della sua amata. Infatti, per stargli vicina, aveva deciso di affrontare gli uomini. Gli sguardi amorevoli dei due, però, fecero scattare la gelosia di Isabella, una dama di corte, che per ripicca, rivelò a tutti l’identità di Silvia e, denunciandola come strega, la fece arrestare. Malco riuscì a farla fuggire per permetterle di tuffarsi nel Mincio, ma poi lei ritornò nella cella del capitano, chiedendogli di lasciare il mondo umano per andare ad abitare in quello delle ninfe. Lui accettò subito, ma i soldati li inseguirono. Tuttavia, vedendo i fuggiaschi e l’intensità dei loro sentimenti, Isabella si intenerì e bloccò le truppe, permettendo agli innamorati di scappare. Una volta arrivati sulle rive del fiume, i soldati trovarono un fazzoletto di seta dorato, che era stato annodato dai due amanti come segno del loro amore. In ricordo di questa storia, le ragazze del tempo nei giorni di festa, stendevano e tiravano una sfoglia di pasta, sottile come la seta, e la annodavano come quel fazzoletto, aggiungendoci uno stuzzicante ripieno: ecco nato il tortellino di Valeggio.

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