L'angolo del professionista, La psicologa

Il limite: significato e utilità

Il bisogno fondamentale per ogni bambino è quello di incontrare alla nascita un mondo che lo accoglie e che gradualmente gli faccia incontrare la realtà attraverso piccole frustrazioni: i primi limiti.

limiti bambiniÈ bene ricordare che ogni bambino alla nascita ha un’energia “aggressiva”, vitale, sana che lo spinge ad andare verso ciò che non conosce ancora (dal latino aggredior, andare verso). I limiti non devono negare tale forza, ma canalizzarla rispettando il bisogno di autoaffermazione e di autonomia, e convogliando il desiderio verso altre soddisfazioni. È proprio nella relazione con il genitore che il bambino impara a gestire la propria “aggressività” perché sperimenta una frustrazione che lo aiuta a riconoscere il confine tra sé stesso e il mondo esterno.

Spesso i vissuti del genitore rimandano al senso di colpa (frequentemente sono dispiaciuti nel vedere il bambino piangere) o al timore che il bambino “si possa far male” e ciò costringe l’adulto ad intervenire in qualsiasi situazione ritenuta negativa (ad esempio, sporcarsi giocando). Ma il bambino ha bisogno di sentire l’autorevolezza dell’adulto, altrimenti il rischio è che nessuno dei due assuma il ruolo che gli appartiene.

Il limite contiene e protegge, e dunque è elemento indispensabile alla sua crescita. Prima è dato dall’esterno, poi gradualmente è fatto proprio dal bambino per diventare autonomo, ovvero per trovare le proprie leggi: in altre parole per riconoscere quando è bene dirsi di no. Un bambino che impara sin da piccolo il senso del limite è un bambino che riconosce in esso un valore positivo. Ecco perché è importante trasmettere il senso del confine già dai primi anni: insegnarglielo in adolescenza non serve a nulla e, anzi, sarà una battaglia infinita e sfiancante sia per i genitori che per il ragazzo.

 

dott.ssa Jenny Rodella
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