Istruzione

L’educazione alla lettura nei ragazzi

letture ragazziSono sempre stata convinta che la lettura sia uno strumento utilissimo e potentissimo nella crescita del bambino prima e del ragazzo poi in una molteplicità di modi diversi. Più di qualsiasi film, leggere un buon libro aiuta ad arricchire il vocabolario e il modo in cui ci esprimiamo, ma non solo: “mette in moto la testolina”, aiuta lo sviluppo della logica e del ragionamento, stimola la fantasia e veicola molti valori fondamentali e modelli di comportamento. Spesso sento ripetere da molti ragazzi che quest’attività non è a loro gradita, ma questo giudizio, nella maggior parte delle volte, è dato a priori, senza aver mai veramente tentato.

Leggere un libro significa scoprire un mondo, ma se si vuole che ciò diventi una prassi consolidata e quotidiana all’interno delle abitudini di nostro figlio, è necessario adottare fin dai primi anni di età un’educazione alla lettura. Questo vuol dire aiutare il bimbo a prendere confidenza con l’oggetto libro, permettergli di capire che può essere uno svago altrettanto interessante e stimolante di qualsiasi altro videogioco (se non di più). Quando poi si entra in età scolare, i genitori dovrebbero aiutare il proprio figlio nella scelta dei libri da leggere in modo da sostenerlo nella creazione di un proprio gusto letterario: un po’ come quando si impara ad andare in bicicletta e si usano le rotelline per dare una sicurezza in più.

Quindi, quali libri è il caso di consigliare ai propri figli? Essi, spinti dalle mode o da facili (e un po’ scontate) letture, sceglieranno i vari volumi con storie dell’orrore o dell’avventura, i quali sono pur delle scelte interessanti, li divertiranno e li faranno “volare con la fantasia”, trascorrendo delle ore spensierate, ma perché non proporre loro qualcosa di diverso? Perché non stimolarli con qualcosa che servirà di sicuro nella loro crescita? Perché non far loro conoscere in modo divertente il patrimonio letterario italiano?

letture bambiniSpesso mi sono chiesta se fosse davvero possibile far avvicinare il mondo giovanile ai grandi classici della nostra letteratura; se fosse possibile diminuire le distanze e le differenze che si credono esistenti tra queste due realtà. Capolavori come La Divina Commedia, il Decameron e I Promessi Sposi portano dietro a sé un duro ed ingiusto retaggio fatto di pregiudizi. I ragazzi arrivano ad affrontarli a scuola con l’idea già formata nella loro mente che essi siano “dei malloppi” noiosi, poco avvincenti e, perciò, ne sostengono lo studio malvolentieri e svogliatamente. Diciamoci la verità fino in fondo: a volte sono i genitori stessi che trasmettono ai figli questo atteggiamento di diffidenza. Questo cancella qualsiasi opportunità di far cogliere loro la grandiosità di queste opere. Invece, esse sono piene di valori e ideali importanti e sanno essere avvincenti ed appassionanti… bisogna solo dare loro la possibilità di parlarci!

La prossima settimana vedremo come far diventare interessante e addirittura divertente La Divina Commedia… stay tuned!

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