Figli, La psicologa

Divieti e regole: quali caratteristiche

limiti e divietiOvviamente il limite assume caratteri diversi a seconda dell’età del bambino: se è molto piccolo il contenimento sarà fisico (es. se mette le dita nella presa elettrica va preso e posto in un luogo sicuro) ma mai colpire mani e bocca con sberle: sono gli strumenti con cui il bambino conosce il mondo! Successivamente si aggiungono le parole e i significati, che variano in base alla capacità di comprensione del bambino ma devono essere semplici e brevi, altrimenti meglio un “no” deciso.

Nello specifico, il limite va distinto in regole e divieti che devono essere costanti nel tempo, coerenti tra gli adulti e il rimprovero relativo all’avvenimento, mai alla persona (es. non si dirà mai “sei uno stupido” ma “quando ti comporti così mi fai arrabbiare”). Le minacce vanno evitate poiché attaccano l’autostima del bambino: è necessario che egli senta che il genitore lo sostiene anche quando sbaglia. Così il “no” non è traumatico perché il bambino non ha perso l’amore dei genitori. I divieti sono assoluti e limitano una distruttività verso sé stessi, gli altri o l’ambiente. Le regole aiutano a rendere l’ambiente prevedibile, danno la realtà e orientano il comportamento del bambino, ma devono essere flessibili, cioè consentire una piccola trasgressione per poi permettere una sana riparazione.

Bisognerebbe evitare frasi del tipo: “Se fai ancora così allora ti succede questo” perché il bambino coglie il richiamo come una sfida e disubbidisce di nuovo. Premi e punizioni, seppure danno la realtà al bambino molto piccolo, da grande non lo aiutano a comprendere il valore del limite. Stiamo quindi sull’impersonale “Questa cosa non si fa”: meglio dichiarare un’impossibilità ma con modo fermo, piuttosto che logorarsi in una sfida esasperante da cui usciremmo impotenti o distruttivi.

 

dott.ssa Jenny Rodella
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2 Comments

  1. 1

    come mamma mi ripeto sempre: i “no” non possono diventare “si”! ho una bimba di appena due anni, ma fin da piccoli i bimbi ti mettono alla prova e molto spesso ti verrebbe, dopo i capricci, di accontentarli e trasformare quel no iniziale in si! ed invece bisogna avere pazienza. Sono del parere che le regole vanno date fin da piccoli e dei piccoli divieti li aiuta a crescere e ad affrontare il mondo in modo diverso.

    • 2

      La risposta della dott.ssa Rodella: “Completamente d’accordo con lei. I ‘no’ non possono diventare ‘sì’ perché altrimenti perde il valore sia l’uno che l’altro e salta la distanza generazionale tra adulto e bambino creando confusione tra i ruoli”.

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